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Il mondo della scuola

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Nella scuola dove nove bimbi su dieci sono stranieri
view post Posted on 15/9/2009, 21:20P_QUOTE

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 11/11/2009, 02:54


Tratto da Repubblica Di Zita Dazzi In prima A i bambini sono tutti stranieri, tranne uno. Il figlio di una coppia mista. Dalla seconda in poi, due o tre alunni italiani per classe ci sono. Ma ugualmente il colpo d’occhio che plana fra i banchi della scuola primaria intitolata al pedagogo «Giuseppe Lombardo Radice», in via Paravia 83, porta il visitatore con l’immaginazione dalla periferia di San Siro alla banlieu parigina. In questa scuola elementare a due passi dallo stadio di S.Siro gli alunni immigrati sono infatti arrivati all’89 per cento, facendone la scuola più multietnica di Milano. «Da quando sono arrivata qui - ammette francamente Agnese Banfi, dirigente da cinque anni - l’emorragia di iscritti italiani è stata continua. Perdiamo una classe all’anno e la percentuale di immigrati continua ad aumentare. In questo momento abbiamo 24 etnie con solo un centinaio di iscritti, un quarto della capienza potenziale».
Ed è un peccato che le famiglie italiane che abitano nelle case popolari di piazza Segesta e via Mar Ionio disdegnino questo istituto, grande e ristrutturato di fresco, con un bel giardino e un attrezzato laboratorio di informatica. Perché qui le istituzioni hanno deciso di investire scommettendo sull’integrazione. Arrivano fondi dal Comune, dall’Ufficio scolastico regionale, dal consolato del Marocco, dalla Regione e dalla Fondazione Cariplo. Il volontariato aiuta i bambini nei compiti e le mamme, anche se vengono dagli antipodi, organizzano feste per conoscersi a scuola.

Da quest’anno la Fondazione Cariplo assieme all’Ismu ha scelto proprio l’elementare di via Paravia, assicurando un finanziamento triennale e personale di supporto, per «sperimentare un modello di accoglienza e di intercultura riproducibile in tutte le scuole dove la presenza di stranieri è importante. Bisogna investire per uscire dalla logica delle “classi ghetto”», come spiega il portavoce Marco Bolis.


La scuola è un bell’edificio a due piani, le facciate di un rosa acceso d’altri tempi. Le scale rivestite di marmo, come si faceva negli anni Trenta - data di costruzione dell’edificio - , mosaici originali dell’epoca e infissi appena restaurati. Alle pareti, i disegni dei bimbi arrivati dal mondo. Amine, Raduan, Osama, Mohamed, Jasmina, Mirjeta hanno portato i loro ricordi da luoghi lontani: mari abitati da grandi pesci, spiagge, capanne, foreste. I pochi bimbi italiani non trasferiti dai genitori nella scuola delle suore poco distante, sorridono tranquilli. Tra le mamme, all’uscita, qualcuna mugugna: «Ci sono troppi immigrati, ormai noi milanesi Doc siamo in minoranza».

In effetti, i bimbi della «Lombardo Radice» a casa parlano l’egiziano e lo spagnolo, le lingue slave e gli idiomi asiatici. Ma un maestro arabo mandato dal consolato marocchino, nel pomeriggio insegna l’italiano anche alle mamme. I bambini, in assenza di mediatori culturali, si improvvisano traduttori, se le maestre sono in difficoltà nella Babele della classe. Ma a differenza di tante altre scuole, anche del centro, alle elementari di via Paravia c’è una fornita biblioteca (multilingue), un corso di sport tenuto dalla società Massironi Marchese e uno di danza, insegnata da un’ex prima ballerina della Scala. Le vecchie maestre che hanno allevato generazioni di bambini sono ancora al loro posto, ma le giovani supplenti che entrano in quelle classi così colorate, a volte, scappano a gambe levate. «Una paura immotivata. Questa esperienza io la difendo - spiega la dirigente - . È un laboratorio per il futuro. Certo, se la direzione scolastica ci assicurasse un regime speciale, sarebbe tutto più facile»

Ma se le famiglie delle case popolari continueranno a fuggire verso scuole «meno multietniche», quella realizzata con tanti sforzi sarà un’integrazione solo fra immigrati, con la lingua italiana come veicolo principale. In prima, per esempio, la maestra parla davanti a sette ragazzini egiziani, sei marocchini, un’ecuadoriana, una macedone, una brasiliana, un filippino: un corso di alfabetizzazione vero e proprio, dato che la maggior parte degli alunni, quando entra a scuola per la prima volta, della lingua di Dante non conosce una parola.

http://www.ladestra.info/?p=20189

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view post Posted on 19/9/2009, 18:20P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 15:26


Ciao Krenio.
Anche da noi ci sono molti stranieri.
La maggior parte è nata in Italia o si è trasferita già da qualche anno quindi conoscono la lingua e non hanno problemi.
Altri, però, arrivano direttamente dal paese d'origine senza conoscere una parola di italiano, se poi sono Pakistani o Indiani fanno molta fatica ad impararlo.
Per fortuna nella mia scuola è già stata attivata la classe di accoglienza così questi bambini possono avere una maestra tutta per loro per la prima alfabetizzazione e, nonappena raggiunto il livello base, vengono messi in classe con gli altri.

Mi auguro che la classe di accoglienza venga attivata anche nelle altre scuole italiane...



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1 replies since 15/9/2009, 21:20
 

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